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Silvia Montemurro alla media Damiani

I ragazzi di terza media incontrano la giovane scrittrice emergente

Quale modo migliore per rientrare dalle vacanze pasquali, che incontrando una giovane scrittrice emergente? Gli studenti delle tre classi terze dell’istituto comprensivo Damiani di Morbegno da tempo pregustavano l’incontro con la scrittrice di Chiavenna Silvia Montemurro, autrice del romanzo Cercami nel vento, incontro che si è tenuto presso l’aula magna dell’istituto venerdì primo aprile.

L'incontro con l'autrice, inteso come momento significativo di un percorso di educazione alla lettura, è stato pensato come mezzo efficace per avvicinare i ragazzi al romanzo e permettere loro di apprezzarlo. La possibilità di interloquire con la persona che ha effettivamente pensato e scritto la storia contenuta nel libro letto, è infatti un'esperienza difficilmente sostituibile con altre iniziative di promozione alla lettura o di "animazione" del testo.

La scelta non è avvenuta quindi per caso o solo per questioni di "vicinanza" geografica È stata motivata soprattutto dal fatto che i temi che caratterizzano il romanzo di Silvia, l’amicizia, l’amore, la malattia, la sofferenza, sono temi con i quali i ragazzi di 14 anni cominciano a confrontarsi, sui quali cominciano ad interrogarsi, cercando in libri canzoni e film le risposte che non vogliono trovare, già confezionate, presso gli adulti.

Organizzato dalle insegnanti di lettere, l’incontro si è svolto in un clima cordiale e festoso. I ragazzi hanno potuto confrontarsi con l’autrice, chiedendole tutto sulla sua passione per la scrittura – chissà che qualcuno decida di seguire le sue orme – oppure sui suoi personaggi, indimenticabili per chi ha già letto il romanzo: Camilla e Teo.

Si è parlato del destino, che spesso fa incontrare persone così diverse tra loro da far pensare improbabile qualsiasi storia e invece annoda i fili delle loro vite così strettamente che poi non si possono più sciogliere. Della sofferenza, che è parte delle nostre vite, con la quale dobbiamo imparare a fare i conti, e che, per quanto dolorosa, ci aiuta a crescere. Dell’amore, che non è solo fatto di platonici sguardi e abbracci, ma si nutre di gesti molto fisici dei quali però si stenta ancora a parlare liberamente. Delle passioni -  quella di Camilla per la musica, quella di Teo per il mare, quella di Silvia per la scrittura -  che ci aiutano a dare uno scopo alla nostra vita e che dunque meritano di essere seguite. Della fiducia, come fondamento imprescindibile di qualsiasi rapporto autentico. E di molto altro ancora….

Vista la data dell’incontro – primo di aprile - non poteva mancare il classico “pesce d’aprile”: a Silvia è stato mostrato un filo da bucato, con stesi gli indumenti di uno degli alunni. Alla scrittrice l’arduo compito di ricostruire la storia dell’anonimo studente. L’idea è venuta alle ragazze che hanno letto il suo romanzo, dove si racconta della passione della protagonista, Camilla, per i fili del bucato: Camilla ama infatti fotografarli e provare a indovinare la storia che si nasconde dietro ogni bucato.

L’incontro si è concluso con un aperitivo, durante il quale i ragazzi hanno potuto farsi autografare da Silvia le loro copie del suo romanzo.

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